Biologico e filiera alimentare: garanzia di qualità

Per un prodotto alimentare biologico l’arrivo sullo scaffale è un momento molto importante. Così come essere scelto e acquistato da un cliente, abituale o meno, che lo preferisce ad altri in base alle informazioni che il prodotto comunica.

La comunicazione al mercato, non a caso, negli ultimi anni si basa sullo story telling; ma c’è una differenza sostanziale tra cercare solo una suggestione, raccontando una storia romantica, dolce e accattivante ma priva di ogni riferimento reale, e impegnarsi nel dimostrare la vera storia del proprio prodotto.
La cosa si fa interessante, dunque.. Cosa c’è dietro un packaging allettante, un bell’astuccio di cartone colorato, uno slogan più promettente di un altro?

A volte ci capita, seguendo un cliente con un servizio di consulenza continuativa, che abbia bisogno di sviluppare un Piano di Autocontrollo della propria filiera di fornitori. E’ una situazione sempre più frequente! Ai clienti non basta più la garanzia fornita sulla qualità del proprio processo produttivo, ma chiedono che il fornitore sia in grado di estenderla anche a chi ha lavorato prima di lui fornendo la materia prima e i semilavorati usati.
E se il proprio cliente è il consumatore finale, ciò acquista un’importanza ancora maggiore ed è fondamentale pensare a questo aspetto.

Nell’ambito della certificazione biologica, ma non solo, il concetto di filiera controllata è il valore aggiunto al proprio lavoro che l’azienda può dare e comunicare. Ma è, soprattutto, il più efficace strumento di garanzia della conformità del prodotto. Essa permette di fare una comunicazione molto forte al mercato, poiché impegnativa per i contenuti di garanzia legati all’origine e alle caratteristiche del prodotto alimentare che si sta acquistando.

La filiera controllata, soprattutto per gli alimenti biologici, permette all’impresa che si presenta sul mercato di garantire in prima persona la veridicità della dichiarazione fatta. In altre parole, l’azienda non delega la garanzia alla fiducia che il consumatore ha nei confronti del sistema di controllo ufficiale, ma gioca essa stessa un ruolo da primo protagonista nel garantire che tutti i presupposti della conformità del prodotto siano stati verificati.

 

 

Il controllo di filiera presuppone, dunque, un ruolo diverso dell’azienda, la quale non si limita all’acquisto di materie prime, semilavorati, ingredienti certificati. Si impegna, invece, nella realizzazione di un complesso sistema di azioni che riguardano la progettazione, l’applicazione e il controllo dell’intero percorso che dal prodotto in natura porterà alla realizzazione del proprio alimento biologico. In questo modo si ottengono risultati importanti, poiché vi sarà un diverso grado di consapevolezza generale della qualità del proprio lavoro, una reale integrazione e una maggior trasparenza tra tutti i soggetti che compongono la filiera produttiva creatasi.

Una partecipazione condivisa e dunque un maggiore senso di responsabilità che favorisce il comportamento virtuoso; per cui legalità, conformità e qualità saranno sempre rispettate.

Per fare tutto ciò è necessario predisporre buone procedure per la qualifica dei fornitori e, in seguito, del loro controllo. Sono attività complesse che richiedono competenza ed energia, molto tempo e personale qualificato.

Ci piace mettere le cose a posto! Fare piani di autocontrollo e audit di parte seconda è, naturalmente, parte delle nostre competenze.

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BIOQUALITÀ, padiglione 26, stand C2. Bologna 8 – 11 settembre 2017/BolognaFiere

 

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