La professionalità dei consulenti, il vero valore del nostro lavoro

La nostra recente “due giorni” milanese di aggiornamento formativo interno per il gruppo dei nostri consulenti della Lombardia, ha messo, una volta di più, l’accento su di loro, i professionisti della nostra rete, il vero cuore pulsante di Bioqualità.
Abbiamo l’occasione di lavorare per alcune delle più interessanti realtà del panorama italiano: belle realtà aziendali di grandi, medie e piccole dimensioni. Si tratta di trasformatori appartenenti a tutte le filiere alimentari: della panificazione, dei prodotti lattiero-caseari e delle carni, delle conserve alimentari, ma anche distributori e dettaglianti.

Quasi sempre è con me che un nuovo cliente ha il primo contatto, capendo che è arrivato il momento di rivolgersi a una società di consulenza. Mi spiega la realtà della sua attività e perché vuole fare biologico.
Oppure, se già certificato, che ha bisogno di risolvere problemi urgenti per delle non conformità o dei reclami, controllare i fornitori, predisporre etichette o più semplicemente che necessita di nuovi servizi diventati importanti. Mi parla di criticità da risolvere e via di seguito.

Mi impegno nello spiegare in cosa consisterà il lavoro, cerco di mettermi nei suoi panni, quelli di chi sta cercando soluzioni da Bioqualità, rassicurandolo sul fatto che (quasi) tutto è fattibile e certificabile. E’ la parte del lavoro che preferisco e che continuo a fare con sincera e rinnovata passione una settimana dopo l’altra, un anno dopo l’altro.

Ma nonostante ciò, il senso di quello che avrò raccontato e del contratto che poi redigerò, acquisterà valore solo quando uno dei nostri consulenti varcherà la soglia di quell’azienda.
E’ con il consulente che il titolare o il responsabile della qualità parlerà.
Comincia da lì una storia fatta di ascolto, di attenzione, sensibilità e professionalità.
Un bravo professionista è in grado di capire se l’azienda ha problematiche da risolvere di cui non è consapevole o, viceversa, punti di forza da sviluppare che non ha ancora individuato.
Ma non si tratta solo di professionalità, perché anche l’elemento umano è importante affinché si crei una relazione basata sulla fiducia.

Niente di male, dunque, se le aziende non scorgono autonomamente nuove opportunità di sviluppo per la propria attività. La validità di un professionista sta anche in questo.
La formazione e le competenze di un consulente del biologico sono il presupposto necessario per seguire nei modi più consoni le varie realtà aziendali.
Ed è ciò che, a ragion veduta, un’azienda si aspetta da noi: di essere guidata, instradata, consigliata, aiutata nel risolvere errori pregressi, stimolata verso nuovi progetti e opportunità.

Un’impresa dovrebbe conoscere, ma sappiamo che non è sempre così, regolamenti europei, leggi nazionali e finanche regionali, ed essere costantemente aggiornata su questi.
Se non ha risorse interne dedicate e istruite in merito, rischia di commettere errori, non conformità; di mancare scadenze o di non presentare documenti importanti.
Come a dire, che i migliori risultati si ottengono quando ognuno può svolgere il proprio lavoro, quello che meglio conosce!

Per questo in Bioqualità crediamo molto nell’utilità di questi momenti di aggregazione e di formazione: trovarsi e ritrovarsi, parlando di normativa, di regole, di casi aziendali e di relazioni con il personale. I momenti di aggiornamento sono utili e, ancor più, necessari.
Il confronto tra professionisti è fondamentale, così come il fatto di mettere in comune le singole esperienze e condividere strumenti di lavoro sempre più snelli per rendere più efficace il nostro intervento nei confronti dei nostri clienti.

Grazie a tutti!