NORMATIVA EUROPEA

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SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA (UE) del 14.6.2017

Definizioni, designazioni e denominazioni di vendita “latte” e “prodotti lattiero-caseari”. Denominazioni usate per la promozione e la commercializzazione d’alimenti puramente vegetali.

A seguito della controversia tra la società tedesca Tofu Town che produce e distribuisce alimenti vegetariani e vegani utilizzando termini quali “burro di tofu”, “formaggio vegetale”, “veggie-cheese” e “cream” e l’associazione VSW (Verband Sozialer Wetterbewerb) che contestava all’azienda alimentare l’uso di denominazioni riservate al latte e ai prodotti lattiero-caseari, la Corte di Giustizia ha rilevato che la normativa riserva tali termini al latte di origine animale. Inltre, salvo le eccezioni espressamente previste, tale normativa riserva denominazioni quali “crema di latte o panna”, “chantilly”, “burro”, “formaggio” e “jogurt”, unicamente ai prodotti lattiero-caseari, ossia ai prodotti derivati dal latte. Conseguentemente, la Corte ha concluso che le denominazioni elencate non possano essere legittimamente impiegate per designare un prodotto che sia esclusivamente vegetale, a meno che tale prodotto non figuri nell’elenco delle eccezioni. La Corte precisa che l’aggiunta di indicazioni descrittive o esplicative che indichino l’origine vegetale del prodotto in questione, non influisce su tale divieto né esclude con certezza qualsiasi rischio di confusione nel consumatore.

ARCHIVIO

pdf ButtonRETTIFICA del regolamento delegato (UE) n.78/2014 del 22.11.2013 che modifica gli allegati II e III del Reg. (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, per quanto riguarda determinati cereali che provocano allergie o intolleranze e prodotti alimentari addizionati di fitosteroli, esteri di fitosterolo, fitostanoli e/o esteri di fitostanolo.

pdf ButtonReg. UE 1413/2016 del 24.8.2016 che modifica il regolamento (UE) n. 432/2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini

pdf ButtonReg. UE 1412/2016 del 24.8.2016 relativo al rifiuto dell’autorizzazione di un’indicazione sulla salute fornita sui prodotti alimentari e che si riferisce alla riduzione del rischio di malattia

pdf ButtonReg. UE 1411/2016 del 24.8.2016relativo al rifiuto dell’autorizzazione di alcune indicazioni sulla salute fornite sui prodotti alimentari, diverse da quelle che si riferiscono alla riduzione del rischio di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini.

pdf ButtonReg. UE 862/2016 del 31.5.2016relativo al rifiuto dell’autorizzazione di un’indicazione sulla salute fornita sui prodotti alimentari, diversa da quelle che si riferiscono alla riduzione del rischio di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini

pdf ButtonReg. UE 854/2016 del 30.5.2016 – che autorizza alcune indicazioni sulla salute fornite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini e che modifica il regolamento (UE) n. 432/2012

pdf ButtonReg. UE 1226/2016 del 4.5.2016 – che modifica l’allegato IX del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le menzioni riservate facoltative per l’olio di oliva

pdf ButtonReg. UE 1226/2014 del 17.11.2014 – relativo all’autorizzazione di un’indicazione sulla salute fornita sui prodotti alimentari e riguardante la riduzione del rischio di malattia

pdf ButtonReg. UE 1337/2013 del 13.12.2013 – che fissa le modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili

pdf ButtonReg. UE 1151/2012 del 21.11.2012 – sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (DOP, IGP, STG, altre)

pdf ButtonReg. UE 432/2012 del 16.5.2012 – relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari (CLAIM)

pdf ButtonReg. UE 1169/2011 del 25.10.2011 – relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione

pdf ButtonReg. UE 1334/2008 del 16.12.2008 – relativo agli aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti destinati a essere utilizzati negli e sugli alimenti e che modifica il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio, i regolamenti (CE) n. 2232/96 e (CE) n. 110/2008 e la direttiva 2000/13/CE

pdf ButtonReg. CE 1924/2006 del 20.12.2006 – relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari

pdf ButtonReg. CE 1898/2006 del 14.12.2006 – recante modalità di applicazione del Reg. CE 510/2006 del Consiglio relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine

pdf ButtonReg. CE 510/2006 del 20.4.2006 – relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari

LEGISLAZIONE ITALIANA

NOVITA'

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DECRETO DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI del 26.7.2017

Indicazioni dell’origine in etichetta del riso (17A05698).

Le disposizioni del  decreto si applicano al riso come definito dalla legge 18 marzo 1958, n. 325, di cui ai codici doganali 1006. Sull’etichetta del riso devono essere indicate le seguenti diciture:

a) «Paese di coltivazione del riso»: nome del Paese nel quale è stato coltivato il risone;

b) «Paese di lavorazione»: nome del Paese nel quale è stata fatta la lavorazione e/o trasformazione del risone;

c) «Paese di confezionamento»: nome del Paese nel quale è stato confezionato il riso.

Qualora il riso sia stato coltivato, lavorato e confezionato nello stesso paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo della seguente dicitura: «origine del riso»: nome del paese.

Qualora ciascuna delle operazioni di cui sopra avviene nei territori di più Paesi membri dell’Unione europea o situati al di fuori dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui la singola operazione è stata effettuata, anche in assenza di miscele, possono essere utilizzate le seguenti diciture: «UE», «non UE», «UE e non UE».

Le indicazioni sull’origine sono apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili. Le medesime indicazioni sono stampate in caratteri la cui parte mediana (altezza della x) non sia inferiore a 1,2 millimetri. Le disposizioni del presente decreto non si applicano ai prodotti legalmente fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro dell’Unione europea o in un Paese terzo. Le disposizioni del presente decreto si applicano in via sperimentale fino al 31 dicembre 2020. In caso di adozione da parte della Commissione europea di atti esecutivi ai sensi dell’art. 26, paragrafi 5 e 8, del regolamento (UE) n. 1169/2011, prima del 31 dicembre 2020, il presente decreto perde efficacia dal giorno della data di entrata in vigore dei medesimi. I prodotti oggetto del decreto, che non soddisfano i requisiti di cui al presente decreto, immessi sul mercato o etichettati prima dell’entrata in vigore dello stesso, possono essere commercializzati fino all’esaurimento scorte.

Data entrata vigore: 12 febbraio 2018.

Fonte: avv. Cesare Varallo per FOODLEGIS7

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DECRETO DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI del 26.7.2017

Indicazioni dell’origine in etichetta del grano duro per paste di semola di grano duro (17A05704).

Le disposizioni del decreto si applicano alle paste alimentari di grano duro di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 febbraio 2001, n. 187, ad eccezione delle paste di cui agli articoli 9 e 12 del suddetto decreto del Presidente della Repubblica 9 febbraio 2001, n. 187. Sull’etichetta della pasta devono essere indicate le seguenti diciture:

a) «Paese di coltivazione del grano»: nome del Paese nel quale è stato coltivato il grano duro;

b) «Paese di molitura»: nome del Paese nel quale è stata ottenuta la semola di grano duro.

Qualora le operazioni di cui sopra avvengono nei territori di più Paesi membri dell’Unione europea o situati al di fuori dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui la singola operazione è stata effettuata, anche in assenza di miscele, possono essere utilizzate le seguenti diciture: «UE», «non UE», «UE e non UE».

In deroga a quanto appena indicato, qualora il grano utilizzato è stato coltivato per almeno il cinquanta per cento in un singolo Paese, per l’operazione coltivazione può essere utilizzata la dicitura: «nome del Paese» nel quale è stato coltivato almeno il cinquanta per cento del grano duro «e altri Paesi»: UE, non UE, UE e non UE» a seconda dell’origine.

Le indicazioni sull’origine sono apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed indelebili. Esse non sono in alcun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni scritte o grafiche o da altri elementi suscettibili di interferire. Le medesime indicazioni sono stampate in caratteri la cui parte mediana (altezza della x) non è inferiore a 1,2 millimetri. Le disposizioni del presente decreto non si applicano ai prodotti legalmente fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro dell’Unione europea o in un Paese terzo. Le disposizioni del presente decreto si applicano in via sperimentale fino al 31 dicembre 2020. In caso di adozione da parte della Commissione europea di atti esecutivi ai sensi dell’art. 26, paragrafi 5 e 8, del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativi ai prodotti alimentari di cui all’art. 1, prima del 31 dicembre 2020, il presente decreto perde efficacia dal giorno della data di entrata in vigore dei medesimi. I prodotti di cui all’art. 1, che non soddisfano i requisiti di cui al presente decreto, immessi sul mercato o etichettati prima dell’entrata in vigore dello stesso, possono essere commercializzati fino all’esaurimento scorte.

Data di entrata in vigore: 13 febbraio 2018.

Fonte: avv. Cesare Varallo per FOODLEGIS7

ARCHIVIO

pdf ButtonDECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – Modifiche al decreto 22 luglio 2005 concernente la disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti da forno..

pdf ButtonLINEE GUIDA MIPAAF – Linee guida
 recante istruzioni operative per l’indicazione dell’origine del latte in etichetta – D.M. 990 del 28 Marzo 2017. Versione 26.5.2017..

pdf ButtonCIRCOLARE MISE e MIN. SALUTE n. 361078 del 16.11.2016 – Disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 relative agli alimenti ai quali non si applica l’obbligo della dichiarazione nutrizionale. Allegato V, punto 19.

pdf ButtonNota_DGSAF n. 1832 del 29.7.2016 – precisazioni in merito alla nota 17802-P del 25.7.2016 – Etichettatura dei mangimi destinati all’esportazione, presenza delle indicazioni obbligatorie in lingua italiana.

pdf ButtonNota_DGISAN n. 29826 del 22.7.2016applicazione del regolamento (UE) n. 828/2014 della Commissione del 30 luglio 2014 relativo alle prescrizioni riguardanti l’informazione dei consumatori sull’assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti

pdf ButtonLinee Guida_DGISAN n. 29826 del 16.6.2016 – linee guida sulle tolleranze analitiche applicabili in fase di controllo ufficiale

pdf ButtonNota_DGISAN n. 24708 del 16.6.2016 – aggiornamenti su integratori alimentari, tolleranze analitiche applicabili in fase di controllo e indicazioni sull’assenza o la ridotta presenza di lattosio nei prodotti lattiero-caseari

pdf ButtonNota_DGISAN n. 1038 del 15.1.2016 – indicazioni in etichetta per le preparazioni di carni, carni macinate e prodotti a base di carne di pollame destinati ad essere consumate previa adeguata cottura

pdf ButtonNota_MIPAAF n. 7770 del 13.4.2015 – D.M. 16 gennaio 20151 recante “Nuove indicazioni e modalità applicative del Regolamento (CE) n. 1760/2000 per quanto riguarda il Titolo II relativo all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine a seguito delle modifiche introdotte dal Regolamento (UE) n.653/2014”. Chiarimenti sull’etichettatura facoltativa delle carni bovine.

pdf ButtonNota_MISE del 6.3.2015 – Applicazione dell’articolo 18, in materia di sanzioni, del Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 alle violazioni delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011.