Biologico a scuola: il progetto NaturaSì e Istituto Ramazzini

Sarà perché abbiamo orecchie allenate all’argomento, ma alla fine dei tre interventi di Stefano Spillare, Karen Tolomelli e Carlo Bazzocchi il messaggio che più emerge è davvero quello insito nel prefisso della parola che più amiamo: biologico = vivo!

Di cosa si tratta? Di un progetto di Alternanza Scuola Lavoro che sta coinvolgendo due licei bolognesi, il classico Minghetti e lo scientifico Righi.

Il programma è ricco e articolato e dopo le tre lezioni fatte ai ragazzi prevederà la realizzazione di un orto bio, alcuni incontri all’Istituto Ramazzini (istituto di ricerca scientifica), uno stage di lavoro presso i negozi di NaturaSì e la visita al loro centro logistico presso l’Interporto di Bologna, e la realizzazione di un video da parte dei ragazzi a conclusione dell’esperienza.

Ma andiamo per ordine riassumendo e mettendo in luce gli argomenti più importanti che sono stati raccontati alle due classi, molto interessanti anche per orecchie adulte.

 

Dopo la presentazione del progetto da parte dell’imprenditore Marco Mascagni (negozi NaturaSì di Bologna, Ferrara e Firenze), abbiamo assistito alle lezioni del Prof. Stefano Spillare, sociologo presso Unibo, della Dottoressa Karen Tolomelli e del Dottor Carlo Bazzocchi.

 

 

Spillare ha affrontato l’argomento dando un taglio sociologico, Tolomelli ha parlato di botanica e di grandi scienziati che l’hanno arricchita e fatta progredire e Bazzocchi ha illustrato la storia dell’agricoltura.
Crediamo che anche gli studenti abbiano percepito quanto i tre interventi fossero connessi tra loro.

 

Dal Prof. Spillare hanno sentito parlare dei concetti di naturalità e artigianalità dei prodotti alimentari e di modi di produzione del cibo diversi e alternativi e di come l’ambito agroalimentare bio sia percepito come il più idoneo a gestire la risorsa cibo in modo sostenibile.
Ha introdotto anche il concetto (attualissimo) della società del rischio globale di Ulrich Beck, per cui i possibili danni generati dalla società ricadono interamente sulla stessa (casi della mucca pazza, Chernobyl, Fukushima).
E’ uno dei motivi per cui emanazioni legislative come quella europea sul biologico che fa propri i concetti di trasparenza, affidabilità e univocità, attraggono i consumatori, spesso sfiduciati dal sistema dei controlli sul cibo convenzionale.
La ragione è da cercare nel modello biologico stesso, radicalmente alternativo rispetto a quello convenzionale, poiché attira il consumatore della società del rischio.

 

Karen (non viene forse voglia di chiamare solo per nome una persona che, prima della lezione, accende il diffusore di essenze profumando gradevolmente la classe di menta piperita e rosmarino?) ha una lunga esperienza botanica e di coltivazione in campo, poiché è la felice proprietaria di un terreno sulle colline bolognesi dove coltiva lamponi ed erbe aromatiche.
Con trasporto e passione ha parlato ai ragazzi della vita sotterranea e invisibile delle piante e di come, con l’aiuto di terreno e aria, si prendono cura di loro stesse con vere e proprie cure parentali.
Hai poi parlato di appassionati studiosi che hanno contribuito enormemente allo sviluppo della scienza botanica: Federico Delpino, George Washington Carver e le sue portentose arachidi e Nikolaj Ivanovic Vavilov, la banca dei semi e la scoperta della biodiversità.

 

Bazzocchi ha parlato ai ragazzi della storia dell’agricoltura, raccontando anche aneddoti dalla sua ampia e ricca vita professionale di agronomo bio in giro per il mondo.
Dai primitivi raccoglitori cacciatori, un volo lungo migliaia di anni e di chilometri tra aree diverse del pianeta dove nacque e si sviluppò l’agricoltura dei primi popoli stanziali, fino all’agricoltura del secolo scorso, con l’avvento di alcune delle più grandi innovazioni, la meccanizzazione, la chimica e la genetica, che se da una parte hanno garantito crescite produttive formidabili, dall’altra hanno portato al progressivo depauperamento dei suoli e alla perdita della biodiversità.
Tutto questo come preambolo alla comprensione del perché l’agricoltura biologica si muova felicemente in direzione ostinata e contraria.

 

Non meno importanti sono i libri che sono stati consigliati durante le lezioni:

  • Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond (appassionante, lo conosciamo bene)
  • Il dilemma dell’onnivoro di Michael Pollan
  • L’Italia del biologico. Un fenomeno sociale, dal campo alla città di Roberta Paltrinieri e Stefano Spillare
  • Verde brillante e Uomini che amano le piante di Stefano Mancuso e Alessandra Viola.

Concludiamo ricordando che Spillare ha sottolineato come il biologico rappresenti un trend alimentato da profondi cambiamenti strutturali delle nostre società, derivanti dai rischi sistemici crescenti e inaspettati del nostro sistema di sviluppo.
Non si tratta dunque di una moda passeggera ma di un trend strutturale che tenderà a durare nel tempo, come anche l’attenzione ad uno stile alimentare e di vita più salutista e attento all’ambiente.

Ringraziamo Marco Mascagni, NaturaSì e Istituto Ramazzini, promotori del progetto, per aver invitato Bioqualità a partecipare con la lezione del Dottor Carlo Bazzocchi.