nuovi modi di vivere e di essere sostenibili

di Sandra Santoro

Tra seminari, incontri e festival, cresce la voglia di conservare il nostro ambiente e vivere in modo più naturale e sano. Nuove riflessioni e tanta condivisione portano a informarci sempre più spesso su questioni ambientali e sostenibilità. E non solo in termini di impatto umano sull’ambiente e sulla relazione tra natura e attività produttive, ma anche come ricerca di una nuova consapevolezza fondata sulla capacità di assumere nuovi punti di vista e sulla conseguente trasformazione del modo di pensare.

Una positiva e rapida evoluzione

Nessuno di noi qualche decennio fa si sarebbe aspettato una così rapida evoluzione delle coscienze sotto il profilo della consapevolezza ambientale, del vivere sano e della ricerca di modi alternativi finalizzati a salvare il pianeta. E da qualche tempo, quello che poteva sembrare un argomento di nicchia inizia ad essere affrontato in modo più ampio e consapevole. Le persone, e finalmente anche gli italiani, (secondo uno studio dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, condotto per LifeGate dall’istituto Eumetra MR) sono maggiormente coinvolte nelle attività quotidiane e lavorative, nello svago, nei viaggi e nella scelta del cibo da idee e pensieri conservativi e meno consumistici.

Sostenibilità e abitudini che sono già cambiate

Lo studio segnala che 3 italiani su 4 si interessano di temi ambientali leggendo articoli sul web, seguendo gruppi sui social e parlandone vis-à-vis nel quotidiano. Infatti è un pullulare di famiglie che optano verso scelte differenti e buone pratiche:

  • alcune si orientano verso pratiche meno consumistiche, riducendo anche gli acquisti presso la GDO
  • preferiscono l’auto produzione casalinga, creando piccoli orti in una porzione del proprio giardino o in posizione verticale sul terrazzo della propria abitazione
  • realizzano da sé pane, conserve e marmellate home made
  • alcuni si cimentano nella produzione domestica di formaggi freschi, birre artigianali persino alimenti per vegetariani a base di farina come il seitan, sostitutivo proteico di origine vegetale
  • fanno acquisti di gruppo presso piccole realtà biologiche dell’agroalimentare e allevamenti biologici a km0
  • si impegnano in pratiche che possano aiutare a mantenere in equilibrio le risorse che la Terra ci ha fornito in dotazione e che sono a rischio di esaurimento
  • riciclano sempre più e preferiscono un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e una zootecnia rispettosa degli animali

Tutti comportamenti e scelte che vengono trasferite in modo spontaneo anche ai più piccoli, nella speranza che rappresentino un concreto cambio di rotta!
Lo studio illustra inoltre l’accresciuta tendenza da parte degli italiani a scegliere di spendere anche qualcosa in più per l’acquisto di apparati o elettrodomestici in grado di consumare meno elettricità e di durare molto più a lungo. Ed anche sul tema vacanze, ben 2,5 milioni (530mila in più rispetto al 2017) sono coloro che preferiscono organizzare un viaggio di scoperta e relax sostenibile, piuttosto che tradizionale.

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Anche l’industria va verso un cambiamento virtuoso

Più in generale, anche gli stati sovrani e le aziende multinazionali si adoperano sempre di più per adottare politiche green, incentivare lo sviluppo di energie alternative, introdurre pratiche sostenibili nelle produzioni industriali: tutti cercano di farsi carico degli impatti che i nostri comportamenti provocano su ambiente e popolazione, in una sorta di circolo virtuoso e alternativo alle modalità usate nell’ultimo secolo. Nei corsi e ricorsi storici di un recente passato caratterizzato da un massiccio sviluppo industriale abbiamo assistito alla standardizzazione della produzione, con prodotti accessibili alle masse. Se da un lato ciò ha portato all’aumento dei consumi e a comodi stili di vita accessibili ai più, dall’altro ha causato effetti nefasti sull’ambiente, sul clima e sugli ecosistemi in generale che sono sotto gli occhi di tutti.

I primi passi dell’ambientalismo

Già dagli anni ’60, alcune persone più evolute e sensibili avevano intercettato problematiche legate all’uso dei pesticidi in agricoltura e al loro effetto indiretto su flora, fauna e sulla popolazione stessa. Rachel Carson, scrittrice e scienziata ambientalista americana, fu una vera e propria pioniera in questo senso risultando una delle prime persone ad abbracciare la causa ambientalista, scrivendo in modo coraggioso su ecosistemi vulnerabili a causa dell’azione dell’uomo (Primavera Silenziosa, 1962), scagliandosi in particolare contro l’uso del DDT. Il suo approccio, poi, è stato seguito nei successivi decenni, ma solo recentemente si sta creando un reale flusso, un movimento planetario senza precedenti verso temi sensibili comuni.

C’è energia nell’aria!

Assistiamo attualmente ad un grande fermento sia nell’ambito del biologico, sia in quello delle pratiche sostenibili animato da numerosi seminari e convegni, alcuni dei quali molto prestigiosi e ricchi di ospiti eccellenti. Ma si moltiplicano anche le iniziative locali con incontri e presentazioni di libri e micro attività legate al quotidiano, oltre a numerosi laboratori nelle scuole, che coinvolgono i bambini mettendoli sempre più a contatto con la natura. Molte scuole, infatti, hanno orti belli e utili! Una miriade di eventi, insomma, a cui partecipare operando delle scelte di interesse più specifiche. Nell’impossibilità di essere presenti ovunque, grazie alla stampa e al web è possibile leggerne i resoconti e le relazioni di chi riesce a parteciparvi.
Noi di Bioqualità seguiamo da anni questa evoluzione, o meglio, rivoluzione comportamentale nei confronti dell’ambiente, dell’equità sociale ed economica e volentieri ci confrontiamo sui social e di persona con esperti in materia o persone interessate a questi temi.
Ed ecco la nostra pagina Agenda, ricca di appuntamenti, giornate a tema e interessanti iniziative da segnare in agenda per i prossimi mesi.