ricerca e innovazione per il settore biologico

di Sandra Santoro

Dall’anno della sua programmazione (2015) il Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico ha rappresentato un grande passo in avanti nella crescita del comparto in Italia, attraverso un’attenta fase di elaborazione delle proposte di diversi documenti dei tavoli tecnici che si sono attivati per definire strategie e obiettivi.

Sono state individuate 10 azioni specifiche all’interno delle quali si trovano soluzioni operative con un approccio partecipativo e condiviso a tutti i livelli (nazionale, regionale e locale) e da tutti gli stakeholder per sviluppare un sistema biologico nazionale.

Ricerca e Innovazione per il biologico e biodinamico

Il Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico si è concretizzato il 27 settembre 2018, quando è stato finalmente siglato il Decreto che apre la selezione pubblica per la concessione di contributi finalizzati allo sviluppo del settore dell’agricoltura biologica attraverso la realizzazione di progetti rispondenti alle tematiche di ricerca e innovazione individuate nel piano citato.
L’importo totale delle risorse disponibili per il finanziamento dei progetti di ricerca è pari a € 3.000.000.00.

Il provvedimento ha tenuto conto delle indicazioni proposte da tutti gli stakeholder, in particolare prevedendo la partecipazione, in tutte le fasi progettuali, di almeno un’azienda biologica, al fine di agevolare l’applicazione concreta dei risultati della ricerca alla realtà produttiva. La ricerca in agricoltura biologica risulta fondamentale per fornire risposte ad un settore che continua a crescere sia in termini di superfici che di fatturato

ha dichiarato l’attuale Sottosegretario di Stato per le politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Onorevole Franco Manzato, con delega all’agricoltura biologica.
Il piano faciliterà l’accesso a nuovi sviluppi e a nuove prospettive che includono quelle recenti innovazioni scientifiche nella coltivazione e produzione di cibo più sano attraverso un sistema che tuteli anche la natura, proteggendo il terreno, l’acqua e il clima.

Colture autoctone, insetti predatori e altre tecniche rispettose dell’ambiente

I caposaldi stessi che sono alla base del biologico e dei principi di sostenibilità prevedono tutte le pratiche fondamentali:

  • l’abolizione della chimica di sintesi (per arginare funghi e parassiti tramite estratti vegetali e con bassissimi dosaggi di rame e zolfo);
  • la concimazione naturale (tramite stallatico, pollina o compost);
  • l’introduzione di insetti predatori che si nutrono di parassiti di vario tipo (vedi la coccinella che da adulta mangia in un solo giorno circa 100 afidi!) e la creazione di siepi o alberi che li ospitano (piantumazione);
  • la rotazione delle colture (che evita la stanchezza del terreno mantenendo attivi i suoi microrganismi e i nutrienti che ne derivano);
  • la predilezione per colture autoctone che meglio resistono alle condizioni climatiche e ai parassiti locali, tutelando anche la biodiversità di un certo territorio e la messa al bando di piante geneticamente modificate;
  • la pratica della consociazione che abbina la coltivazione di piante diverse, per esempio patate e calendula, per tenere lontani i parassiti o reintegrare i nutrienti nel terreno;
  • la tecnica del sovescio, che affianca nelle coltivazioni l’interramento di apposite piante  (ad esempio, senape e trifoglio) che migliorano la fertilità del terreno.

Ricerca e Innovazione per il biologico

Ma non basta.
Proprio il piano sviluppato sui concetti base traeva origine dal confronto emerso in specifici tavoli di lavoro che avevano evidenziato le potenzialità e le fragilità del sistema e al contempo avevano proposto soluzioni per il loro superamento.

Sviluppare il bio e il biodinamico con una strategia nazionale di ampio respiro

Per questo il punto numero 10 di altrettante azioni del Piano, raggruppate per macro aree di rafforzamento (della fase produttiva, delle relazioni di filiera e del sistema biologico) in un arco temporale di medio periodo fino al 2020, indicava l’importanza di predisporre un piano nazionale per la Ricerca e l’Innovazione anche attraverso la costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica con gli enti vigilati dal MIPAAFT e il coinvolgimento delle Regioni e delle rappresentanze del settore.
In linea generale il piano mostra delle linee guida specifiche, ma è necessario che si ragioni anche in merito ad arginare le pratiche (purtroppo ancora molto diffuse) di sfruttamento del terreno e dell’uso indiscriminato di sostanze chimiche di sintesi in particolare nell’approccio agricolo industriale, avviato con le migliori intenzioni ma senza comprenderne le conseguenze negative a vari livelli.