Massimo Govoni Corso Consulenti e operatori biologico biodinamico vegano

di Massimo Govoni

Il biologico e il ruolo della consulenza

Agricoltura bio: quando e perché nasce in contrapposizione alla cosiddetta rivoluzione verde? Inoltre, che ruolo si ritaglia la consulenza tra imprese alimentari e certificazione biologica? Anche quest’anno, in occasione del Corso di formazione per consulente e operatore del biologico, biodinamico e vegano, ho avuto l’occasione di parlare di questi argomenti che mi appassionano molto.

Come avrete capito, gli argomenti sono due.

L’agricoltura biologica

Il primo parla di agricoltura biologica e di come si inserisce nella storia dell’agricoltura. Con il sottotitolo “Attenzioni alle semplificazioni” alludo al rischio che corriamo sempre di confondere la narrazione emotiva con la realtà dei fatti.
Un po’ di Storia ci aiuta a capire non solo come sono andate davvero le cose, ma anche e soprattutto a capire cosa stiamo facendo oggi e perché lo facciamo. E’ un rapido volo attraverso la lunga storia dell’agricoltura e quindi ho dovuto necessariamente scegliere solo alcuni precisi istanti dell’evoluzione dell’uomo, quelli che per importanza hanno determinato una svolta nella nostra storia. Racconto questa storia perché solo così possiamo capire (ma il forse è d’obbligo) il nostro quotidiano e distinguere tra realtà e marketing anche nelle nostre scelte di acquisto. Un piccolo invito, quindi, a una maggior consapevolezza, in un periodo storico di transizione e conseguentemente di grande confusione culturale, dove il biologico paga il prezzo di essere identificato contemporaneamente come risposta salvifica ai problemi della fame nel mondo e come via certa per la regressione economica e il fallimento globale.
Per raccontare una storia così lunga e complessa mi sono fatto aiutare da alcuni storici e pensatori. Mi riferisco in particolare a Jared Diamond (Armi, acciaio e malattie), Eric John Hobsbawm (Le rivoluzioni borghesi 1789-1848), Giuseppe Orlando (Storia della politica agraria in Italia), ma anche a saggi sulla storia più vicina, in particolare ad Alberto Grandi (Denominazione di origine inventata), e altri ancora. Alla fine di questo percorso di conoscenza si può concludere, io credo, che il biologico non rappresenti una rivoluzione epocale, né di tipo tecnico-economica, né filosofica; che non possa essere la risposta risolutiva ai problemi alimentari globali e che la narrazione che ha preso il sopravvento negli ultimi anni debba essere rivista criticamente affinché il biologico torni ad essere quello che è: un metodo agronomico che contribuisce ad arricchire il mercato con alimenti di qualità, differenziando l’offerta nella sua fascia di prezzo più alta e soddisfacendo la giusta esigenza dei consumatori di vivere un’esperienza emotiva di acquisto più ricca avendo a disposizione un cibo con un valore aggiunto dato dal minor impatto ambientale che la sua sua produzione ha garantito.

Massimo Govoni Bioqualità Corso Consulenti e operatori biologico biodinamico vegano

Il terzo uomo: il ruolo della consulenza biologica tra impresa e certificazione

Ho trattato poi il ruolo che ha il consulente quale terzo soggetto che interagisce con le aziende che devono applicare la normativa europea e nazionale sul biologico e gli Organismi di controllo e le autorità pubbliche incaricate del loro controllo. Un terzo uomo che, come nel film di Carol Reed del 1949 con Orson Welles, non appare all’inizio della storia ma quando è già iniziata da molto. Ho usato questa metafora per raccontare alla platea di futuri consulenti del settore food il motivo per cui la consulenza, nel biologico, appare così tardi e che ruolo ha o dovrebbe avere oggi. Ma più in generale ho cercato di spiegare qual è il ruolo di un consulente aziendale, come può eseguire al meglio il suo lavoro e quali caratteristiche culturali e dialettiche dovrebbe avere. Una breve lezione di consulenza che ho tenuto ispirandomi a un famoso saggio di Edgar H. Schein psicologo e teorizzatore della consulenza di processo. Un tipo di consulenza che non si limita a risolvere i problemi facendosene carico al posto del personale aziendale ma che si pone l’obiettivo molto più ambizioso di insegnare a questi un metodo che gli permetta di imparare a risolvere determinate categorie di problemi. Un metodo che presuppone la conoscenza e la capacità di gestire efficacemente anche i processi mentali che sottendono alla comunicazione tra soggetti e dunque anche la conoscenza dei modelli pratici, ossia di quegli strumenti operativi che semplificano le complesse teorie scientifiche garantendone comunque la sostanza come, ad esempio, il ciclo di ORGI e la teoria del cambiamento.

Ringrazio il Prof. Filippo Briguglio per l’invito a partecipare in veste di docente presso Bologna Food School – Cà la Ghironda al Corso di formazione per consulente e operatore del biologico, biodinamico e vegano.