formazione azienda agroalimentari

Vietato il “fai dai te” nella Qualità: la chiave per mantenerla è la formazione e l’aggiornamento del personale

Quando il core business di un’impresa è l’agroalimentare, non si può prescindere dalla normativa sull’igiene e sicurezza alimentare. Nel tempo, il settore del cibo ha fatto importanti balzi avanti, vere e proprie conquiste in termini di Qualità. Ciò significa che gli alimenti sono seguiti e controllati lungo tutta la filiera e che gli operatori preposti alle verifiche devono essere preparati e aggiornati per garantire alti standard aziendali e la sicurezza al consumatore finale.

Uno dei pilastri, o meglio il pilastro, su cui si fonda un’azienda che lavora con efficienza è il personale aziendale.
Tuttavia può capitare che gli Uffici Qualità lavorino senza esprimere tutte le loro potenzialità, rischiando di fare degli errori con conseguenze anche gravi.

Anche un (apparentemente) semplice HACCP deve essere compilato al meglio, poiché è un vero e proprio manuale di istruzioni per il personale cui attingere sempre: come trattare il cibo, come stoccarlo, come pulire determinati ambienti di lavoro, quali abiti da lavoro indossare, quali sono le modalità per il ritiro o la spedizione delle merci, ecc.. Chi si improvviserebbe restauratore di un mobile di pregio o tecnico riparatore di un elettrodomestico, improvvisando del fai da te senza aver prima consultato manuali cartacei o decine di forum e tutorial su YouTube, che dispensano consigli e modalità di lavoro passo dopo passo? Un ufficio Qualità, un reparto di addetti ai macchinari, i commessi di un negozio non sono meno importanti. Dunque, approcciare un manuale di autocontrollo aziendale come una sorta di abc da consultare e ripassare spesso per lavorare correttamente è un buon modo per comprenderne appieno l’importanza.

Non da meno, anche l’efficienza e la serenità operativa degli addetti trae benefici dai programmi di aggiornamento programmati in azienda. Infatti, se da un lato l’azienda decide di investire in progresso e, di conseguenza, sull’efficienza del proprio personale, non è da sottovalutare quanto una decisione di questo tipo influenzi positivamente coloro che parteciperanno alle ore o alle giornate di formazione o aggiornamento.

Essendo esseri sociali, traiamo beneficio e senso di sicurezza quando veniamo messi nelle condizioni di agire in serenità e al meglio delle nostre forze fisiche, mentali, culturali e professionali. La stessa cosa avviene per un gruppo di lavoratori, personale incaricato dell’assicurazione Qualità su cui si è deciso di investire. Percepiranno che la qualità del loro lavoro riveste un’importanza strategica per il buon andamento dell’azienda e che anche grazie al loro contributo, tutti – dal marchio ai colleghi di altri reparti fino ai consumatori – saranno stati garantiti al meglio.

V Steccanella formazione Granarolo

Un momento della formazione al personale addetto al biologico di Granarolo Spa; docenza di Valerio Steccanella, formatore e consulente per il bio per Bioqualità.

Torniamo allora al core business di chi lavora nell’agroalimentare, convenzionale o biologico, sia che si tratti di un’azienda piccola, media o grande. I casi in cui si rende necessaria la formazione al personale incaricato dell’autocontrollo aziendale, in sede o in aula, sono molteplici. Ne elenchiamo alcuni, tra i più frequenti e necessari:

  • formazione base sui Regolamenti 834/07 e 889/08: preparazione fondamentale propedeutica all’implementazione della certificazione biologica;
  • corso di formazione per alimentaristi, obbligatorio per addetti di livello 1 e 2 ai sensi del Regolamento CE 852/2004;
  • moduli formativi dedicati agli standard privati della Sicurezza Alimentare (Global Gap, BRC, IFS, ecc..).

Quando si parla di aggiornamento del personale, invece, sarebbe bene prevedere:

  • aggiornamento normativo sul sistema biologico: nuovo Regolamento 2018/848;
  • corso di aggiornamento per alimentaristi ogni 3 o 5 anni in funzione del livello di rischio del personale aziendale.

Perché, noi di Bioqualità, insistiamo tanto sulla formazione alle aziende dell’agroalimentare?
Perché è il modo migliore per creare preparazione e competenze e trasmettere un metodo per lavorare al meglio e in tutta sicurezza. Chiamare il consulente perché si è nei pasticci, in ansia, col tempo alle strette e senza avere la certezza di una soluzione è qualcosa di molto frustrante per un ufficio Qualità e non di meno per un consulente, che potrebbe non avere più margine di manovra..
Per fortuna è possibile evitare di lavorare sempre a ridosso delle scadenze ma con programmazione e metodo, evitando di farsi prendere alla sprovvista e potendo così archiviare i momenti stressanti nella categoria brutti ricordi!

 

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